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Si tratta di una serie di proposte per coloro che verranno a soggiornare alla Scellana. Ovviamente poi vi diremo di persona ulteriori dettagli, soprattutto di carattere logistico, per le proposte che più vi interesseranno. Si rimanda inoltre alla guida generale (Turismo natura in Alta Valle Orba) per ulteriori approfondimenti.

Bagni ed escursioni sul Carpescio

Dalla Scellana è possibile seguire il Carpescio verso valle passando da un lato e l’altro del torrente e utilizzando traccie di sentiero non segnate. Si troveranno laghi e scorci meravigliosi con le rive che si specchiano nelle limpide acque del Carpescio. I vari laghetti che troverete sono il lago della Pietra, il lago dei Giardini, il lago delle Ragazze e il lago Bello. Il paesaggio è estremamente vario, si incontrano laghi dove è possibile nuotare, grossi massi, serie di laghetti concatenati e collegati da cascatelle, angoli nascosti in potete godere della meravigliosa natura con il solo rumore dell’acqua. L’escursione non ha una vera e propria meta, si può arrivare fin quasi in fondo alla valle del Carpescio , ma anche fermarsi a fare un bagno o a meditare in uno delle tantissimi angoli in cui ci si può sentire tutt’uno con la natura che ci circonda. Il rio Carpescio è spettacolare, si snoda in una zona poco antropizzata e non molto conosciuta.

Dalla Scellana è possibile anche seguire il torrente verso monte, ricongiungersi (5 minuti di cammino) al sentiero Badia di Tiglieto – Bric del Dente e fare l’escursione sul rio Baracca e lago della Caicia (vedi dettagli in articolo Un gioiello dell’entroterra ligure: le Vie dell’Acqua dell’Alta Valle Orba. Tragitto meraviglioso in una valle incontaminata e fino a qualche anno fa sconosciuta. Adesso l’escursione è più conosciuta e quindi non è raro, soprattutto in periodi di punta, incontrare dei camminatori. Intendiamoci si tratta comunque di numeri estremamente esigui rispetto alle tradizionali escursioni di montagna o lungo i sentieri liguri che si affacciano sul mare.

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Un tuffo nel Carpescio Aprire l'immagine in lightbox: bagno_ristoratore_nel_carpescio Aprire l'immagine in lightbox: bagno_ristoratore_nel_carpescio
Il colori del Carpescio Aprire l'immagine in lightbox: Scorci del Carpescio Aprire l'immagine in lightbox: Scorci del Carpescio
Pozza vicino roccia Aprire l'immagine in lightbox: Laghetto sul Carpescio Aprire l'immagine in lightbox: Laghetto sul Carpescio
Lungo il Baracca Aprire l'immagine in lightbox: forme_strane_massi_del_baracca Aprire l'immagine in lightbox: forme_strane_massi_del_baracca
Aprire l'immagine in lightbox: Lago Caicia Aprire l'immagine in lightbox: Lago Caicia

Le faggete della Valle dell’Orba

Un’altra proposta è quella di inoltrarvi nelle bellissime faggete della valle.

Il Faggio è uno degli alberi più maestosi della zona; ha un portamento eretto e spesso imponente. Sia che ci si trovi durante il periodo vegetativo, ovvero partendo dalla prima foliazione primaverile (in Appennino solitamente a fine Aprile-primi di Maggio) sino alla perdita delle foglie in autunno (usualmente in Ottobre), o durante quello di quiescenza invernale, sono le ampie chiome di questi alberi a conferire carattere e una propria “identità” alle faggete. Dalle prime, tenere foglioline verde-brillante della primavera alla tavolozza di colori dell’autunno e al manto bianco dell’inverno, i rami contorti e le fronde degli alberi colpiscono l’immaginazione delle persone in tutte le stagioni.
In estate, quindi, le faggete appaiono come luoghi tipicamente ombrosi e dal ridotto sottobosco. L’aspetto “pulito” alla base dei grandi faggi, infatti, si deve proprio alla scarsa capacità di specie erbacee e arbustive di crescere in assenza di luce. Allo stesso modo, però la struttura compatta della volta forestale di una foresta di faggi consente la permanenza di un microclima fresco-umido fondamentale per la sopravvivenza di questa specie che cerca l’ombra e rifugge l’eccessiva insolazione ed assai gradevole per coloro che sono in cerca di refrigerio nella bella stagione.
Queste condizioni rendono semplice e gradevole passeggiare all’interno di una faggeta, magari soffermandosi ad ascoltare le foglie mosse dal vento, il fruscio di quelle secche a terra, il cigolio dei rami, i versi degli uccelli, i l suono degli animali che si muovono nel sottobosco.
I boschi di faggio rappresentano uno tra gli ambienti più caratteristici della zona, si trovano sia in zona elevata (passo del Faiallo), sia più in basso nella valle favorite dal clima fresco anche nella stagione estiva.

Di seguito vi diamo alcune indicazioni per raggiungere alcune delle faggete più belle della Valle (escludendo quelle del Faiallo che sono quelle più conosciute e facilmente raggiungibili):

Faggeta lungo il Carpescio: si tratta di un bel bosco di faggio di non grandi dimensioni distante non piu di 20 minuti a piedi dalla Scellana; la caratteristica peculiare di tale bosco è che si trova in una posizione conosciuta da pochissimi e vicino ad un bel laghetto formato dal Carpescio (il lago Bello). Non è facile da raggiungere ma con le nostre indicazioni non vi risulterà difficile arrivarci

Boschi della Gattazzè : si tratta di maestosi boschi misti tra faggi e castagni, per le indicazioni vedere l’itinerario per raggiungere la cappella della Gattazzè

Faggeta Fossa Granda: faggeta che si incontra durante l’itineario che porta da Vara Inferiore alle sorgenti dell’Orba, ma può essere raggiunta da un breve sentiero in discesa (Manfrei – Fossa Granda) che si può imboccare dalla strada provinciale Vara Superiore- Passo del Faiallo

Faggeta tra Ciapelà e Vassuria: bella faggeta che si trova sulla strada che va da Acquabiana a Vara Superiore appena superata località Ciapelà. Pur essendo comoda vicino alla strada, basta addentrarsi un po’ e subito si può godere della magia tipica delle foreste di faggio

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su un letto di foglie Aprire l'immagine in lightbox: In mezzo ai faggi Aprire l'immagine in lightbox: In mezzo ai faggi
Faggi in estate Aprire l'immagine in lightbox: Ombra faggi Aprire l'immagine in lightbox: Ombra faggi
Magnifici Faggi Aprire l'immagine in lightbox: merivagliosi_alberi_faggio Aprire l'immagine in lightbox: merivagliosi_alberi_faggio
Trekking nei boschi Aprire l'immagine in lightbox: sentieri_nei_boschi Aprire l'immagine in lightbox: sentieri_nei_boschi

Escursioni verso l’Alta Via dei Monti Liguri

I sentieri che per percorrono l’Alta Via dei Monti Liguri sono veramente spettacolari per la loro panoramicità, ma ovviamente sono anche abbastanza frequentati. Vi proponiamo quindi tre percorsi che raggiungono l’Alta Via partendo dalla valle, attraversando luoghi di grande interesse naturalistico e che nella parte finale presentano i caratteristici panorami dell’Alta Via con vista sul mare. I sentieri possono essere percorsi nei due sensi, oppure se siete abili camminatori possono essere raccordati per fare percorsi circolari.

Per il primo itinerario si parte dalla Scellana con l’auto e si arriva fino alla località Vassuria (nel punto dove si incrociano le strade che arrivano da Acquabianca, Vara Superiore e Marasca). Lasciata la macchina all’incrocio si segui il segnale cerchio giallo insieme a due croci gialle (sono due sentieri differenti che in questo punto si sovrappongono) che conduce dapprima alla Cappella dei Cianetti e poco oltre, alla Colla dei Cianetti (m. 931). Il sentiero sale dolcemente in direzione del Faiallo tra macchie di faggi e vaste praterie, con scorci veramente belli e colori che soprattutto verso la tarda primavera ed inizio estate sono meravigliosi. Il verde intenso dei prati e il verde tenue delle nuove foglie di faggio sono da spettacolo. Presso Case Zanotta si entra nel bosco per uscirne, più in alto, poco sotto il Bric Dato la cui sommità è raggiungibile con una brevissima deviazione a sinistra. Si prosegue poi in leggera discesa fino al Passo del Faiallo dove si trovano e segni dell’Alta Via.

La seconda proposta prevede di raggiungere l’Alta Via passando dalle sorgenti dell’Orba. Percorso piuttosto lungo e avventuroso, che si sviluppa lungo il corso del Torrente Orba fino alla sua sorgente, in ambiente selvaggio e incontaminato; si attraversano folti boschi, si incontrano numerose cascine, alcune abbandonate, si attraversa lo spettacolare “canyon” della Gola di Canai e infine si sbuca sul panoramicissimo spartiacque dell’Alta Via. L’escursione è più impegnativa delle altre due perchè il sentiero è meno individuabile, esiste un segnale (linea gialla), ma non è sempre bene riconoscibile, sopratutto in funzione dello stato della vegetazione. Sicuramente ancora più delle altre è alta la probabilità di fare l’escursione senza incontrare altri escursionisti, fatto salvo la parte finale sull’Alta Via.
Per arrivare al punto di partenza si segue la strada indicata all’itinerario precedente e si prosegue fino alla chiesa di Vara Inferiore, di qui si imbocca la strada che scende verso la località Dano (direzione Piampaludo) e dopo nemmeno un chilometro, immediatamente prima del ponte, sulla sinistra troviamo a lato di un cancello il passaggio pedonale che conduce all’inizio del sentiero.
Si imbocca una strada sterrata che sbuca sull’asfalto in località Ravugna, che è una piccola frazione di Vara Superiore. Il sentiero scende ancora fino a incontrare altre vecchie case vicine al letto del fiume. Si va a destra e, con breve percorso pianeggiante, si arriva alla Casa Canai (quota 739). Subito prima del cancello di proprietà privata si imbocca sulla sinistra il sentierino segnalato (cartello indicatore in legno), che prima sale ripido e poi taglia in piano fino all’imbocco della Gola di Canai.
Per un breve tratto il corso del Torrente Orba si rinserra tra selvagge pareti rocciose, alte fino a quasi 200 metri. Queste balze rocciose, su cui riescono a crescere solo erba, pochi arbusti e qualche pino, sono formate da serpentiniti granatifere: fino a qualche anno fa la zona era battuta dai cercatori di minerali, che qui potevano trovare bellissimi granati, da tipici cristalli di colore rosso scuro. Oggi la raccolta dei minerali è vietata in tutto il territorio del Béigua Geopark.
Il sentiero, qui parecchio stretto e impervio ma spettacolare, percorre il fianco destro idrografico della gola con numerosi saliscendi; non ci sono particolari difficoltà se non un passaggio un po’ esposto, fate attenzione a seguire attentamente i segnavia. Dopo un breve tratto nel bosco, si risale ripidamente sulla sinistra con qualche passaggio su roccette, poi si entra in una bella faggeta. Si risale a mezza costa il letto dell’Orba in un ambiente selvaggio e di notevole bellezza.
Boschi dove l’erba non cresce e si cammina d’incanto, si alternano a tratti più brevi di bosco giovane e fitto. Giunti ad un bivio, si trascura il segnavia “due pallini gialli” per Fossa Granda e Manfrei per continuare dritti; più avanti si abbandona la traccia più marcata, che si perde subito dopo, per deviare a destra (poco evidente) e, con un passaggio malagevole, scendere nel letto sassoso di un rio. Lo si attraversa, poi si sale più decisamente fino ad un altro bivio, dove si lascia a destra la diramazione per il Laghetto Faiallo. Passati sotto ad una linea elettrica, il sentiero arriva nei pressi delle Case Mogliazzi (quota 953); si gira a destra lungo un’ampia mulattiera pianeggiante, che procede più o meno parallelamente alla linea elettrica contornando il piccolo rilievo della Rocca Fergione. Si oltrepassa la piccola radura umida delle Sorgenti dell’Orba, poi si attraversa un piccolo rio affluente e, con una breve salita tra i faggi, si giunge alla Palazzina Tassara (quota 1003), dove si incontra l’Alta Via dei Monti Liguri.

Terza proposta è il sentiero che conduce da Vara Inferiore al monte Argentea. E’ un sentiero molto ben segnato (quadrato giallo pieno) e solitamente anche ben manutenuto, quindi è una escursione più agevole della precedente. Per raggiungere l’inizio del percorso si segue la stessa strada carrabile del tragitto precedente e si continua alcuni centinaio di metri fino a raggiungere il ponte sull’Orba dove si deve posteggiare l’auto. Poco dopo il ponte si imbocca a sinistra il sentiero, che poco dopo si congiunge ad una strada sterrata che arriva all’ampia radura di casa Bugastrella.

La salita continua lungo una strada sterrata, tra boschi di roveri, sorbi montani, aceri e faggi. Salendo in quota, gli ultimi boschetti di faggi lasciano spazio ai prati e alle rocce. Si rimonta una conca erbosa e si sbuca sullo spartiacque principale al Passo Pian di Lerca, dove s’incontra l’Alta Via dei Monti Liguri. Qui, nelle giornate limpide, la vista si apre magnifica sulla costa e sul mare. Seguendo l’Alta Via verso sinistra, si giunge in breve sull’ampia e prativa Cima Pian di Lerca, dove sorge il “Rifugio Argentea”. Da qui si può proseguire ancora verso sud fino al poco lontano Monte Argentea (1082 m), che protende verso il mare notevoli contrafforti rocciosi.

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itinerari Alta Via Monti Liguri nel Parco del Beigua Aprire l'immagine in lightbox: Itinerari_Alta_Via_Monti_Liguri_escursioni_1 Aprire l'immagine in lightbox: Itinerari_Alta_Via_Monti_Liguri_escursioni_1
Trekking Alta Valle Orba Aprire l'immagine in lightbox: trekking_in_alta_valle_orba Aprire l'immagine in lightbox: trekking_in_alta_valle_orba
itinerari Alta Via Monti Liguri nel Parco del Beigua Aprire l'immagine in lightbox: itinerari_escursioni_alta_via_monti_liguri_2 Aprire l'immagine in lightbox: itinerari_escursioni_alta_via_monti_liguri_2
La nascita dell'Orba Aprire l'immagine in lightbox: vie_acqua_sorgenti_orba Aprire l'immagine in lightbox: vie_acqua_sorgenti_orba

Meditazione ed altre attività olistiche

I luoghi citati fin qui, e mi riferisco in particolare ai boschi di faggio e ai percorsi lungo i corsi d’acqua, sono adattissimi alla pratica della meditazione. Se avete già le basi potete scegliere uno dei luoghi descritti in precedenza per fare le vostre pratiche. Altrimenti possiamo organizzare in struttura sessioni di meditazione da farsi o sulle rive del Carpescio o nel pratone davanti alla Scellana. Abbiamo inoltre competenze, derivanti da anni di frequentazioni di corsi con relativi diplomi ed attestati, per poter organizzare sessioni di pratiche quali yoga, do-in e stretching . E che ne pensate di un massaggio shiatsu o con gli oli in riva al fiume. Da considerare che per coloro che già seguono questo tipo di pratiche, poterle metterle i pratica in un ambiente come quello della Scellana sicuramente diventa un valore aggiuntivo.

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Messaggio e relax Aprire l'immagine in lightbox: Massaggio sul Carpescio Aprire l'immagine in lightbox: Massaggio sul Carpescio
Messaggio tra gi alberi Aprire l'immagine in lightbox: Massaggio e natura Aprire l'immagine in lightbox: Massaggio e natura
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Il colori del Carpescio Aprire l'immagine in lightbox: Scorci del Carpescio Aprire l'immagine in lightbox: Scorci del Carpescio
Magnifici Faggi Aprire l'immagine in lightbox: merivagliosi_alberi_faggio Aprire l'immagine in lightbox: merivagliosi_alberi_faggio

Escursioni dalla Scellana verso i luoghi storici della valle.

Vi proponiamo in questa sessione due itinerari con partenza dalla Scellana e che hanno come meta due luoghi di importanza storica per la valle: La Badia di Tiglieto e la cappela della Gattazzè. Per le notizie di carattere storico sui due monumenti vi rimandiamo all’articolo “Luoghi di interesse storico-culturale in Alta Valle Orba” . Qui vogliamo indicarvi come raggiungere questi due luoghi a piedi direttamente dalla Scellana.

In pratica si tratta di percorrere lo stesso sentiero, a partire dalla Scellana, in un senso si arriverà alla Badia di Tiglieto e nell’altro alla cappella della Gattazzè. Si tratterà comunque in entrambi i casi di itinerari poco frequentati, a parte forse il tratto in cui il sentiero si interseca con l’anello della Badia (vedi articolo …). Partendo dalla Scellana si percorre la strada sterrata che scende al Carpescio, si supera il ponte e il piccolo borgo di case Minetti e subito dopo si incontra il percorso segnato con triangolo giallo. Proseguendo a destra sulla strada asfaltata si prende la direzione della Gattazè, prendendo una traccia di sentiero a sinistra in salita verso colla Minetti ci si dirige verso la Badia di Tiglieto.

Verso la Badia il sentiero, dopo colla Minetti, passa accanto ad alcuni gruppi di case isolate (cà Gerla, cà Pidan) attraversando boschi di latifoglie fino ad arrivare a Case Reborina. Superate quest’ultime si attraversa un altro stupendo bosco e una radura e si guada il Rio Masino. Giunti nei pressi di Casa Bertalin si incontra una strada asfaltata in mezzo ai prati. Quando la strada comincia a scendere occorre prendere sulla destra un sentierino che si tuffa nella boscaglia. Successivamente si percorre un tratto stupendo e panoramico tra le rocce serpentinitiche, con ampie vedute sul fiume Orba e dopo un ponticello si arriva su strada asfaltata si incrocia la strada provinciale e si raggiungere Ponte Romanico. Da qui si seguono le indicazioni per la Badia.

Nel’altro senso invece (verso la Gattazè) si segue il segnale lungo la strada asfaltata finche prima del ponte sul Carpescio si prende la strada sulla sinistra. Dopo un gruppo di case costruite intorno ad una vecchia ferriera il sentiero segue il torrente fino al lago della Chiusa. Tale lago rappresenta il punto di incontro di due torrenti il Baracca ed il Rosto, che incontrandosi formano il Carpescio. Seguendo il triangolo giallo si fanno due guadi e si prende il sentiero in salita, lasciando le valli dei due torrenti. Il sentiero prosegue lungo quella che una volta era una via di comunicazione lastricata ed che purtroppo ora è una pista forestali. Dopo i ruderi di una vecchia casa (Casa Cherubina) il sentiero spiana fino ad arrivare ad una bella foresta mista faggio-castagno che fa parte di quella che era la tenuta Gattazzè. Lo storico nucleo di case di Gattazzè sorse agli inizi del Settecento per volontà dei Marchesi Raggi, proprietari dell’Abbazia di Tiglieto e dei suoi possedimenti. Venne edificato in posizione strategica lungo un’importante via del sale, del ferro e del legno . Oggi si trova in uno stato di totale abbandono e di estrema rovina: il bosco è avanzato inesorabile e ha invaso i prati che circondavano le case ed il Palazzo di Caccia dei Raggi (andato a fuoco nel 1968).

Quello che resiste ancora è la Cappella. E’ stata liberata dal bosco che l’avvolgeva ed è in attesa di un restauro.

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La Piana della Badia Aprire l'immagine in lightbox: il_prato_della_badia_di_tiglieto Aprire l'immagine in lightbox: il_prato_della_badia_di_tiglieto
I monumenti della valle: laBadia di Tiglieto Aprire l'immagine in lightbox: Badia di Tiglieto Aprire l'immagine in lightbox: Badia di Tiglieto
Badia di Tiglieto: la Sala Capitolare Aprire l'immagine in lightbox: Sala Capitolare nella Badia di Tiglieto Aprire l'immagine in lightbox: Sala Capitolare nella Badia di Tiglieto
I monumenti della Valle: il ponte sull'Orba Aprire l'immagine in lightbox: ponte_romanico_orba_tiglieto Aprire l'immagine in lightbox: ponte_romanico_orba_tiglieto
Lago della Chiusa Aprire l'immagine in lightbox: il_lago_della_chiusa Aprire l'immagine in lightbox: il_lago_della_chiusa
I monumenti della valle: la Cappella della Gattazè Aprire l'immagine in lightbox: la Cappella della Gattazè Aprire l'immagine in lightbox: la Cappella della Gattazè

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